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società - protezione civile

Sport e lotta ai tumori, una gara per la vittoria

Dal gennaio 2010 i campioni dello sport fanno da “motivatori” e insegnano a lottare contro il cancro, una volta al mese in reparto. Il progetto è realizzato dalla Fondazione Giacinto Facchetti per lo studio e la cura dei tumori O.N.L.U.S.


“I parallelismi tra mondo dello sport e lotta alla malattia tumorale sono evidenti: l’allenatore (oncologo) valuta le capacità specifiche dello sportivo (paziente), e al tempo stesso lo mette alla prova su obiettivi sfidanti che implicano il ricorso a potenzialità ancora non pienamente espresse” spiega la dottoressa Diana Bianchedi, campionessa olimpica, Presidente della Commissione nazionale atleti del CONI.
Essere motivati, nella malattia come nello sport, è un ingrediente fondamentale per sconfiggere la malattia e, quindi, vincere la gara della vita. A dirlo sono gli stessi dati: i malati di tumore depressi, a parità di condizioni cliniche, muoiono il 40% in più di chi mantiene un atteggiamento combattivo.
Così, per combattere il cancro, gli oncologi prestano sempre più attenzione all’aspetto motivazionale e vanno a lezione dai grandi campioni per trasformarsi in trainer efficaci. Da gennaio 2010 alcuni sportivi d’eccezione si recheranno, una volta al mese, nel reparto dell’Istituto dei Tumori di Milano e del Regina Elena di Roma, per incontrare i malati e insegnare agli oncologi a costruire il game plan.
“Si tratta di un insieme di tattiche psicologiche e fisiche per aumentare la capacità di combattere le avversità. Deve essere attivato insieme al team curante, garantire l’affiatamento tra lo staff e il paziente e prevedere anche la figura di riferimento all’interno della famiglia” spiega il professor Emilio Bajetta presidente della Fondazione Giacinto Facchetti per lo studio e la cura dei tumori O.N.L.U.S, realizzatrice del progetto. Tutto per aiutare il paziente a trovare in se stesso le risorse per contribuire a una maggiore efficacia delle terapie.
Si tratta di un progetto pilota della che, se avrà successo, diventerà parte integrante delle strategie di supporto fisico e psicologico per i pazienti in tutti gli ospedali italiani. La stessa Fondazione ha in progetto un volume con protagonisti alcuni tifosi DOC, per sensibilizzare sulla prevenzione e l’importanza della ricerca.

Per saperne di più www.fondazionegiacintofacchetti.it.

Cristina Moretti


(26-01-2010 14:33)



 
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